Movimento Giovanile FSMI


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Natale 2011

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LA “RINASCITA” DI UNO SOLO RENDE SPECIALE IL NATALE


Alcuni giorni fa ho partecipato ad un incontro di giovani: si parlava di Dio. I ragazzi, svegli, simpatici, intelligenti, vivaci nei loro 17-20 anni, a turno raccontavano la loro esperienza religiosa; qualcuno ha affermato di sentire Dio presente nelle piccole cose, nella natura, nella musica, negli imprevisti quotidiani; qualcuno ha detto di sentirlo vicino la sera, al tramonto, guardando le stelle, nel silenzio. Nessuno ha parlato dell’incontro con Dio durante la S.Messa. Se dovessi chiedere un regalo a Gesù bambino chiederei, per me e per tutti coloro che lo desiderano, la capacità di rendere le nostre celebrazioni eucaristiche domenicali vere occasioni in cui i giovani possano sentire tutto l’amore che Dio ha per ognuno di loro.
Vorrei Sante Messe in cui si riesca a vedere e a sentire che grande dono è Gesù per noi: la sua parola, il suo corpo, il suo sangue, la sua vita. Vorrei celebrazioni calde, in cui la comunità e la fraternità si percepiscono; sante Messe in cui i semplici, i poveri, gli stranieri, i malati, chi è in ricerca, si sentono a casa, in famiglia; celebrazioni in cui risulti evidente che parteciparvi non è fare qualcosa per Dio, “dedicargli” un’ora, bensì è Dio che, donandoci suo Figlio, fa qualcosa per noi, qualcosa di grande, di immensamente grande.
Alla Santa Messa di mezzanotte della Vigilia di Natale i giovani presenti saranno certamente più del solito: possano, durante la celebrazione, sperimentare l’amore di Gesù, della Madonna e di san Giuseppe per ognuno di loro; molti giovani si accosteranno in questi giorni al sacramento del Perdono: possano sentirsi persone nuove.
Domenica scorsa il Santo Padre è andato a visitare i detenuti presso il carcere di Rebibbia; molti erano giovani; le immagini dell’incontro e le parole del Papa, semplici, umili e affettuose, hanno scaldato le prime pagine dei giornali e i primi servizi giornalistici dei tg. Benedetto XVI ha chiesto preghiere per sé e si è impegnato a pregare per la “rinascita” dei carcerati.
Alcuni miei compagni d’infanzia sono finiti in carcere, altri sono ancora oggi in cella; per altri ho celebrato il funerale, distrutti dalla droga, dall’AIDS, dagli stenti.
Gesù ha detto che certi demoni si scacciano solo con la preghiera ed il digiuno; giovani, adulti, papà e mamme, nonni e nonne, malati e sofferenti: preghiamo e digiuniamo, offriamo le nostre sofferenze, uniti per la conversione di chi oggi opera per il male dei giovani; il Signore è di parola e con la “rinascita” di un solo malvivente sarà un Natale indimenticabile!

Don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

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