A proposito di preti..  

Ciao a tutti..sul giornale,ieri, ho trovato quanto segue..mi ha fatto sorridere e pensare. Lo condivido con voi.

Se il prete una volta parla dieci minuti più a lungo, è un parolaio.
Se durante una predica parla forte, allora urla.
Se non predica forte, non si capisce niente.
Se possiede un’auto personale, è capitalista, è mondano.
Se non ha un’auto personale, non è capace di adattarsi ai tempi.
Se visita i suoi fedeli fuori parrocchia, allora gironzola dappertutto.
Se frequenta le famiglie, non è mai a casa.
Se rimane in casa, non visita mai le famiglie.
Se parla di offerte e chiede qualcosa, non pensa ad altro che a far soldi.
Se non organizza feste, gite, incontri, nella parrocchia non c’è vita.
Se in confessionale si concede tempo, è interminabile.
Se fa in fretta, non è capace di ascoltare.
Se comincia Messa puntualmente, il suo orologio è avanti.
Se ha un piccolo ritardo, fa perdere tempo a molta gente.
Se abbellisce la chiesa, getta via i soldi inutilmente.
Se non lo fa, lascia andare tutto in malora.
Se parla da solo con una donna, c’è sotto qualcosa.
Se parla da solo con un uomo, eh!
Se prega in chiesa, non è un uomo d’azione.
Se si vede poco in chiesa, non è un uomo di Dio.
Se si interessa degli altri, è impiccione.
Se non si interessa, è un egoista.
Se parla di giustizia sociale, fa della politica.
Se cerca di essere prudente, è di destra.
Se ha un po’ di coraggio, è di sinistra.
Se è giovane, non ha esperienza.
Se è vecchio, non si adatta ai tempi.
Se muore non c’è nessuno che lo sostituisce!

                                            Don Mario Gatti

Un altro dottore nel Movimento Giovanile!  

Come avrete intuito questo è periodo di sessioni di laurea.. infatti, in quel di Cagliari, il nostro amico Nicolò Fenu si è laureato martedì 20 in ing. edile-architettura. 
Complimenti al nostro futuro Ingegnere!

Una nuova dottoressa nel Movimento Giovanile!  

Con grande gioia, euforia e ovviamente pace, sono lieta di comunicarvi che lunedi 19 febbraio si è laureata in comunicazione d'impresa (economia e commercio) la Dottoressa Biancamaria Gianesini!! Congraturazioni!

Wojtyla attivissimo nonostante la malattia  

(di Gaspare Barbiellini Amidei)

Papa Wojtyla sta rovesciando il tradizionale rapporto fra potere e malattia. Giorni fa, mentre parlava in pubblico, si è dovuto fermare, pareva soffocasse, tanta è la difficoltà a padroneggiare ritmi e movimenti. Negli stessi giorni ha imposto con fermezza la sua linea contro lo scandalo dei preti pedofili americani. Via via che avanza la vecchiaia, il suo pontificato si fa dinamico nelle decisioni e vigile nell’esercizio dell’autorità. Chi si aspettava un lungo interregno o almanaccava su possibili dimissioni è rimasto deluso. Fa mosse al limite della rottura diplomatica. Ha nominato vescovi residenziali in Russia, ignorando il veto della sciovinistica gerarchia ortodossa, e ha lasciato intendere la possibilità di interrompere le relazioni con il Cremlino, davanti a un gesto di ritorsione della polizia di Putin ai danni del clero cattolico. Ha protestato con accorata veemenza contro l’insultante assedio israeliano alla Basilica di Betlemme. Si appresta a ricevere in Vaticano Bush, ma prima ha eliminato la condizione di imbarazzante inferiorità morale nella quale la debolezza dell’episcopato aveva posto la Chiesa d’America. Così presenterà i suoi conti al presidente degli Usa, anziché lasciarseli presentare. Nell’agenda non sono scritte soltanto eutanasia e manipolazione genetica, ci sono anche i diritti umani, la povertà nel mondo, i pericoli del consumismo diffuso in America.
Anche di cose italiane, nonostante il luogo comune che lo vuole più attento al resto del mondo, si occupa Wojtyla. C’è l’arcivescovado di Milano, la diocesi più grande lasciata con i 75 anni da Martini. Ha un suo rito e una sua simbolica primazia. L’ultima parola su chi guiderà la Chiesa ambrosiana è del Papa e lui la sta dicendo. A Milano andarono uomini di grande statura, taluni sono tornati papi, come Montini. L’ipotesi che pare prediletta è per un presule lombardo, sia poi esso uno dei grandi nomi dell’assemblea dei porporati, oppure un più giovane vescovo del ricco serbatoio padano.
La nuova stagione del papato guarda alle generazioni che si avvicendano. L’enfasi contro lo scandalo pedofilo si interseca con la preparazione, intensificata in questi giorni da riunioni in Vaticano, per la giornata mondiale della gioventù a Toronto. Wojtyla andrà in Canada a cercare il popolo che predilige. Vuole arrivarvi dopo aver recuperata intera la fiducia dei giovani verso il clero.
Questa è parte di un piano globale di riconquista della credibilità nell’opinione pubblica, che ha bisogno di Dio ma non si fida molto dei preti. Il Papa è convinto che la crisi del cristianesimo sia connessa all’inadeguata capacità di parte della gente della Chiesa a convincere della coerenza e della modernità del messaggio. Vuole spezzare la “dissonanza cognitiva”, cioè la divaricazione fra predicare bene e razzolare male.
Molti si aspettavano un periodo di rallentato metabolismo del pontificato, tante deleghe e tanta coreografia. Wojtyla ha innestato invece una marcia in più, ponendosi al centro della scena mondiale, anche nella tensione seguita all’11 settembre. L’incontro interreligioso di Assisi è stato un momento di svolta, ha isolato il fanatismo fondamentalista islamico e il razzismo inconscio delle reazioni emotive. Ora viene posta una grande questione morale, riassunta nel concetto che è male tutto ciò che ferisce la persona. Questo vale in economia come nella sessualità, come nel rapporto con i vecchi. Il Papa pare lavori anche a un documento su questo tema. A Toronto andrà un Pontefice malato, ma deciso a durare finché Dio vuole. Porterà parole che sorprenderanno. Sono quarant’anni dal Concilio, convocato da Papa Roncalli. Metà degli italiani hanno rivisto nello sceneggiato televisivo quel Pontefice malato ma attivissimo. I due si assomigliano nell’essenza del compito; adeguare la Chiesa ai tempi, senza attenuarne la verità. L’ultimo Papa Giovanni stupì il mondo, anche Wojtyla continuerà a farlo.

Campo Ministranti 2003 (di Mauro Marini)  

Affile 22-26 Luglio2003

Finalmente noi, gruppo ministranti della parrocchia Santa Paola Frassinetti, abbiamo organizzato un campo estivo per poter condividere le nostre esperienze tra di noi.
Erano le 8 e 30 del 22 luglio quando ci siamo ritrovati in parrocchia con i nostri genitori per dare inizio alla nostra avventura.
I cinque giorni di permanenza ad Affile sono stati organizzati in momenti di preghiera ma anche di svago.
Il tema principale del nostro campo è stato “il dono di una vita”. Gli animatori ci hanno aiutato ad approfondire e quindi a capire meglio il vero senso di questo nostro impegno come ministranti.
Abbiamo avuto anche la possibilità di visitare il famoso monastero dei Frati Benedettini di Subiaco.
Ringraziamo il nostro Parroco P. Claudio che ci ha affiancato in questi giorni particolari, arricchendo le nostre menti di pensieri spirituali che ci hanno incoraggiato a proseguire in questo cammino. Poi ringraziamo anche i nostri animatori Dominic, Kentz, Mauro, Rosetta ed Ottavia che hanno reso questo periodo vivo, interessante, divertente con iniziative belle, giochi speciali e piatti succulenti.
Ringraziamo anche la famiglia Ciuffa, (Letizia e Francesca) proprietaria dell’albergo che ci ha ospitato.
Che il nostro gruppo cresca e rimanga sempre unito, per poter sempre servire al meglio le sacre cerimonie; per servire gli altri e dare gloria al Signore.

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