Una luce nella notte splende verso Sidney.. ed ha illuminato il cuore di tanti giovani  

Dopo una preparazione durata mesi affinché tutto potesse andare per il meglio, l’evento, perché di questo si è trattato, di Una luce nella notte splende verso Sidney è andato alla grande!
Tutto è nato mesi fa, dopo aver constatato che poche persone avrebbero potuto partecipare fisicamente alla GMG di Sidney, allora è avvenuta l’illuminazione. In comunione col Santo Padre e con tutti quei giovani che sarebbero andati in Oceania, noi, da qui, avremmo annunciato il Suo amore, e fatta nostra la Parola guida di questa XXIII GMG: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni” (At 1,8).
Il tema, "mi sarete testimoni", evidenziava che la missionarietà è parte costituiva dell’identità cristiana delle persone e delle comunità, chiamati a narrare l’esperienza gioiosa dell’incontro con il Risorto. La missione è stata perciò vissuta non come proselitismo, che vuole “catturare” i giovani per appropriarsene, ma come una gioiosa comunicazione della bellezza di una scoperta che si vuole condividere con tutti.
Questo è accaduto. Abbiamo annunciato il Suo Amore a tutti quei giovani che incontravamo su spiaggia e lungomare. Abbiamo, credo, lasciato un segno in tutte quelle persone che ci hanno visto sulla spiaggia, sulle strade, a cantare, a gioire, a sorridere, a cercare di trasmettere, ripeto ancora, il Suo Amore; quell’Amore del quale noi abbiamo avuto la grazia di fare esperienza nella nostra vita, nella nostra storia, e che non possiamo far altro che testimoniare.
Il Movimento Giovanile, capitanato da p. Enrico Spano, con la Fiaccola di Roma delle Sentinelle del Mattino, capitanata da don Alberto, hanno infatti collaborato affinchè tutto ciò potesse essere realizzato.
Quasi un centinaio i partecipanti, tra staff e ragazzi da diverse città (Verona, Roma, Fiumicino, Fregene, Ischia, Focene), un maxi schermo sulla spiaggia dal quale abbiamo assistito alla veglia in diretta da Sidney, un palco sul lungomare dal quale fare animazione, una tenda eucaristica alta 8 metri montata con tanto impegno sulla spiaggia (ben 16 ore no stop per il montaggio!), ben 10 sacerdoti disponibili per le confessioni durante “Una Luce nella Notte”..
Quasi non ho parole.. e non capita spesso!
Tutti, nessuno escluso, hanno dato il massimo contributo affinché tutto andasse per il meglio. Da chi ha animato sul palco e sulla spiaggia per tutto il lunghissimo pomeriggio, chi ha giocato con i bambini, chi è andato evangelizzando in coppia, chi ha perso ore di sonno per montare la tenda eucaristica, chi ha cucinato per noi, chi, la sera, pregava per le coppie evangelizzatrici, chi accoglieva i giovani che entravano per un incontro con Gesù, i sacerdoti, chi col servizio del canto, è riuscito a creare un’atmosfera di ancor più intimità col Signore.
Citando una canzone: “annunceremo che Tu sei Verità, lo grideremo dai tetti delle nostre città, senza paura anche tu, lo puoi cantare!”..
Coraggio allora, andiamo, continuiamo ad essere suoi testimoni nelle nostre città di provenienza, nei luoghi di lavoro e di studio. Non abbiamo paura, non scoraggiamoci se a volte incontriamo difficoltà, se il cammino può essere tortuoso e mettere anche noi alla prova, perché al nostro fianco c’è Lui, che cammina con noi, che ci sorregge, che ci dà forza, che non ci farà cadere e che ci sorride tenendoci per mano.
Anna

“UNA LUCE NELLA NOTTE… TI AMA E TI PERDONA” - Cagliari  

Ecco lo slogan che capeggiava sulla Chiesa di S. Antonio, al centro di Cagliari, per la prima volta il 22 Dicembre 2007! Ma iniziamo da dove tutto è cominciato.
Verso Settembre-Ottobre sono stata messa di fronte ad un bel bivio: da una parte Roberta e Cristina mi chiedevano di partecipare al Corso Base delle Sentinelle del Mattino con Don Andrea Brugnoli, dall’altra Angelo, Dario ed Anna mi proponevano gli Esercizi Spirituali dei FSMI…negli stessi giorni! Erano due esperienze entrambe interessanti ma anche molto diverse; allora ho riflettuto un po’, il tempo per decidere non era tanto ed infine mi sono chiesta di cosa potevo avere più bisogno, ho fatto un briefing col Signore ed ho deciso di partecipare al Corso Base! Pensavo che in quel momento sentivo più l’esigenza di riscoprire la bellezza di stare in gruppo, di lavorare con e per gli altri e di dare la mia testimonianza di fede anche al di fuori della parrocchia.
Una volta arrivata a Solanas, dove si è tenuto il corso dal 23 al 25 Novembre 2007, dopo le prime battute mi sono resa conto che prima di fare ciò che mi ero prefissata era necessario che riscoprissi la mia fede, che riconoscessi l’azione di Dio nel mio quotidiano, riflettessi sulla mia conversione e poi che mi mettessi in gioco!
Come cristiani siamo chiamati ad EVANGELIZZARE, che non è “trasmettere un concetto”, ma “mostrare Gesù” agli altri. Da qui dunque le domande: “Io conosco Gesù?”, “Mi ha cambiato la vita?”.
Jean Jaurès diceva: “ Non si insegna quello che si vuole, dirò addirittura che non s’insegna quello che si sa o che si crede di sapere: s’insegna e si può insegnare solo quello che si è.”; in linea con questo pensiero ho iniziato di più a pormi il problema di testimoniare prima di tutto con la mia vita e di trasmettere la gioia che mi ha dato l’incontro con Gesù. Si deve vedere la differenza, si deve vedere che siamo cristiani!
Ora non sto qui a raccontarvi tutto quello che ci è stato insegnato al corso, vi lascio la curiosità che mi auguro vi spinga, se ne avrete l’opportunità, a parteciparvi, ma avevo bisogno di condividere con voi le mie riflessioni per capire da che punto sono partita per poi affrontare l’Evangelizzazione di strada che è ciò a cui mira il corso.
Qualcuno di voi sa di cosa sto parlando, ma per chi non ne avesse idea, fare “Una luce nella notte” significa aprire una Chiesa nel centro della città in cui viene esposto il SS Sacramento dalle 22 alle 2 del mattino e, di sabato sera , andare a coppie nelle strade per invitare giovani come noi ad incontrare Gesù. Immaginate quanto fossimo spaventati all’idea di fermare le persone per strada e rischiare di sentirci rispondere qualsiasi cosa!
Ma, come sempre, il Signore, che fa cose grandi, ha lavorato per noi ed attraverso noi e ci ha dato la gioia poi di vedere tantissimi ragazzi entrare in Chiesa ed inginocchiarsi davanti a Lui, anche quelli che non avremmo mai pensato che lo facessero!
Ora ULNN a Cagliari è giunta alla 3° edizione che si terrà il 29 Marzo, ma il grande evento organizzato dalle Sentinelle del Mattino che ci vedrà coinvolti sarà la MISSIONE IN SPIAGGIA dal 23 al 27 Luglio 2008 , udite, udite…al Poetto, a Cagliari! Beh, se fa paura fermare dei ragazzi il sabato sera mentre vanno in un locale per il pre-disco, figuriamoci farlo mentre prendono il sole in spiaggia! Se non altro abbiamo imparato che l’unico atteggiamento possibile è quello di dire, come Simone: “Signore, sulla tua parola getterò le reti”, così la responsabilità è Sua!!
Per concludere volevo condividere un’ultima cosa che mi ha colpito molto dell’esperienza con le Sentinelle e che cercherò di portare in Parrocchia, ossia la molteplicità di percorsi, esperienze e gruppi ai quali apparteniamo. Ci sono i Giovani Francescani, i Missionari di Villaregia, i Neocatecumenali, i Redentoristi, le suore del Buon Pastore, noi FSMI e chi più ne ha più ne metta, ma tutti con lo stesso ed unico obiettivo e lo stesso punto di partenza. Il fatto che ciascuno porti il carisma del gruppo a cui appartiene è un arricchimento per tutti e non un problema! Come disse il nostro caro Papa Giovanni Paolo II, che ci vedeva molto lungo : “ Apritevi con docilità ai doni dello Spirito! Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito non cessa di elargire! Non dimenticate che ogni carisma è dato per il bene comune, cioè a beneficio di tutta la Chiesa.” ( Discorso pronunciato al raduno delle nuove Comunità e dei movimenti in P.zza S. Pietro, veglia di Pentecoste del 30 Maggio 1998).
Forza ragazzi, portiamo i carismi dei FSMI ovunque!

Claudia Contini (SS Nome di Maria – Cagliari)

ALLA VOLTA DI LORETO!  

Cari amici, siamo tornati a casa dopo aver felicemente pellegrinato insieme, eppure qualcosa dentro non trova pace… Il 29 agosto 2007 Fiumicino, Oristano, Roma, Verona e Cagliari si ritrovano ancora una volta per vivere un’esperienza di incontro e fede. La prima meta è la città di Fabriano. Impazienti, vi siamo giunti addirittura in anticipo! E già dall’inizio la Provvidenza si è rivelata rendendo il nostro soggiorno molto più confortevole del previsto: abbiamo trovato alloggio, infatti, nell’arroccato monastero di San Silvestro, luogo di immensa bellezza e pace, dove i monaci silvestrini hanno messo a nostra disposizione la foresteria. Il giorno successivo lo abbiamo trascorso interamente nella città di Fabriano; recitate le lodi abbiamo visitato questa bella città, le sue chiese, i suoi musei (su tutti il museo della carta), le sue lastricate vie medievali, e dopo un pranzo assieme a tanti giovani di tutta Italia, partendo dalla bellissima chiesa di San Nicolò, ci siamo messi “sulle tracce di Maria”: un itinerario di preghiera mariana lungo le vie della città. La sera, celebrata l’Eucarestia nella cattedrale della città, è stato organizzato per tutti i giovani che soggiornavano a Fabriano, uno spettacolo musicale molto coinvolgente. Ringrazio ancora tutte quelle persone che alla fine dello spettacolo ci hanno riaccompagnato fino al monastero! La mattinata del giorno 31 agosto siamo stati guidati nella Lectio Divina dal tema: Amatevi come io vi ho amato. E’ stato un momento molto profondo in cui, con grande semplicità sono state spezzate per noi le letture, sottolineando il valore causale della frase di Gesù: Amatevi perché io vi ho amato. Il pomeriggio, dopo aver visitato la preziosa biblioteca del monastero, un violento acquazzone ha deviato la nostra visita alle grotte di Frasassi verso una singolare parrocchia di Fabriano, dove, dopo un acceso dibattito, abbiamo celebrato la Santa Messa. Il giorno seguente abbiamo lasciato la città che ci ha ospitato per dirigerci verso la piana di Montorso. Inutile che vi racconti i disagi, le attese, il caldo, la folla… perchè erano in programma e anche chi non era presente può facilmente immaginare… Vorrei, invece, condividere con voi quello che è rimasto di questa esperienza. Ho sentito tanti pareri sull’omelia del Santo Padre: a chi è piaciuta moltissimo, a chi ha dato fastidio leggesse da un foglio, chi, tutto sommato, è rimasto indifferente… Io avevo proprio bisogno si ascoltare quelle parole. Parole scontatissime, alle orecchie dei più, ma parole di sacrosanta verità! Il discorso di Papa Benedetto era in gran parte centrato sull’umiltà. Ancora una volta ci è stata tracciata la strada per riprendere le nostre attività in parrocchia, nello studio, nel lavoro…e il Papa, nel parlarci, aveva gli occhi rivolti verso Maria dove in lei “l’impossibile è diventato possibile”. E’ l’umiltà che le permette di vivere la sua giovinezza in maniera così speciale, perché nell’umiltà nasce Gesù. Ed è una realtà che possiamo vivere anche noi, perché ogni giorno abbiamo la possibilità di vivere in maniera speciale la nostra giovinezza. Perciò sono rientrata a casa con una nuova carica, un desiderio di provare a ricostruire, con Gesù, dai piccoli disastri che si commettono inevitabilmente ogni volta che fai di testa tua, e soprattutto perché sono certa che là dove c’è Dio c’è la mia felicità.
Roberta

Loreto, 1-2 settembre  

Fino a quando non ho varcato i cancelli della piana non mi rendevo conto di cosa avrei trovato là.
Non mi rendevo conto delle dimensioni dell’evento, né delle emozioni che mi avrebbe portato.
Purtroppo non abbiamo potuto partecipare alla veglia con il Papa nel pomeriggio per motivi logistici e per questo, forse, ci sono mancati alcuni spunti.
Ma penso che la testimonianza più grande e intensa mi sia stata data dalle migliaia di persone presenti!!!Migliaia di giovani in cammino verso la spianata, faticando sotto il sole ma sempre cantando e ballando, perché il peso della strada non si sente se condiviso con tanti amici in compagnia!!!Migliaia di giovani con gli stessi miei obbiettivi: vedere il Papa che diventa esempio e simbolo di vita e di fede, pregare tutti insieme, sentirsi parte di Qualcosa di più grande.
Questi giovani in cammino con me mi hanno fatta sentire più sicura della mia Fede, mi hanno dato speranza, perché ho scoperto che in questo mondo tanti altri ragazzi e ragazze hanno le mie stesse convinzioni e vogliono creare un mondo migliore con l’aiuto di Dio…aprendoGli il cuore e ascoltandolo!!!Tutto questo a costo di andare contro corrente e portando la nostra testimonianza a tutti coloro in cui ci imbattiamo durante il nostro cammino come ci ha detto il Papa durante la Messa.
Il concerto, la sera, mi ha messo molto entusiasmo!!!L’ho vissuto proprio come una festa tra amici, molti dei quali avevano una loro storia da raccontare…storie forti!!!Come quella della ragazza che si è sparata in pancia e ha riscoperto la voglia di vivere aprendo il suo cuore a Dio…
Tra le canzoni, un attore interpretava i pensieri di giovani soffocati dalla paura, dalla solitudine, dal ritmo frenetico della nostra vita…e poi un grido: “Dioooo!!!!!” Come dire: “Ci sei??Mi vedi??Mi vuoi aiutare??Non t’importa??”…e poi riflettere e concludere che Dio soffre con noi e ci sta vicino e…certo…la soluzione dei problemi non cade dal cielo…ma Dio ti dà quella scossa, quella spinta che ti rimette in carreggiata dopo lo sbandamento!!! E così si può sempre ricominciare!!!
E’ bello vedere come in questi momenti la stanchezza non prenda mai il sopravvento sulla danza, sul canto, sull’entusiasmo e la voglia di fare!!!
E in mezzo a tanta gente sono riuscita a trovare un momento per me stessa, per guardare in alto…il cielo stellato…è lì…anche se pochi se ne accorgono…e mi ha fatto pensare alla potenza di Dio che ci guarda dall’alto sempre…anche se noi ci dimentichiamo di fermarci ad ammirare il Cielo!!!
Dio guarda il mondo intero…guarda la sua numerosissima famiglia che si addormenta alla fine della giornata sotto la stessa coperta bucherellata!!!
Grazie Signore, perché ci inviti sempre alla tua Festa: anche se non sempre accettiamo l’invito non ti dimentichi mai di noi e quando veniamo c prendi sempre per mano e ci accompagni in prima fila!

Marta

In ritardo ma.. “Esercizi Spirituali 2006:esperienza illuminante!!”  

Parti da casa certa della musica che stai ascoltando,è uno di quei brani giovani e frizzantini..appena nati dalle note d'una Santiago in cui hai solfeggiato tra i toni più acuti e gravi d'una vita.Tra le pause estivie t'accorgi che lo spartito è sempre lo stesso ma ora dolori,insoddisfazione,attesa e angoscia sfumano al prorompente ritmo d'una nuova melodia.La fase della ricerca si è conclusa:incarnato il male d'uno sconosciuto e raro morbo chiamato"adolescenza difficile e tormentata come per tutti,pure per te!"e vissuto in tutta la sua straziante generosità finché ce n'è,inizi il lungo viaggio verso la risalita,la prima resurrezione e nuovi suoni animano un festival d'emozioni che ti cambia la vita.Ora non sei più uno spettatore che ascolta spaventato il dramma del tempo in cui sopravvivi,ora sei autore dei tuoi successi,componi la tua musica e per la prima volta scrosci d'applausi invadono la platea:sono le coccole di Dio che ha acceso la luce su di te quando hai deciso di lasciarti cullare dal suo dolce timore; hai voluto combattere le tenebre vincendo la coltre di nebbia che offuscava la vista della grazia alla Via;la tua fede è stata più forte del dolore che t'accompagnava:hai cercato la fiucia nel tuo prossimo e hai guadagnato l'amore consacrato a Dio in un costante dialogo tra te e Lui.
Cosa è successo a Verona?Il fuoco ardente dello Spirito ha scoccato il dardo su di me, le fiamme di Pentecoste rimodernizzate da qualcuno in tecnologici lampioni..non ho fatto in tempo a premere l'interruttore che il Suo sguardo fisso su di me già bruciava..combattuta fra lo stupore e l'interrogativo:"sarò in grado di sostenerLo?", Lui era già divampato in me e non era più soltanto ascolto!
A Verona ho iniziato a pattinare sulle ali della vita,danzando un valzer con gli imperativi di Cristo: mai una penitenza è stata più dolce: "Va e Fai!" e per la prima volta mi sono sentita umana,finalmente vulnerabile poiché soggetta ai rischi della partita ma decisamente capace di scendere in campo per la sfida:non più un allenamento individuale coi miei limiti ma un gioco di squadra in cui TRADISCI il vecchio egoismo per consegnare te stesso a Dio Via,Vita,Verità!

Annalisa (Fiumicino)

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