Accolitati a Porto  

A voi, gioia e pace!
Un avviso importante, che più che avviso definirei tappa di crescita e di gioia nella vita dei nostri amici chierici.
Siete tutti invitati a partecipare domenica 4 maggio, all' Accolitato di fratel Lorenzo Bottan, Rodrigo Elguera e Juan fernandez del Rio alla celebrazione delle ore 11.30 a Porto - Fiumicino.
Vi aspettiamo numerosi per condividere questa grande gioia!!

SIATE “SPACCIATORI” DEL VANGELO!  

Siate Spacciatori di Vangelo!!!.. No, non vi scandalizzate!! E' questo l'invito forte lanciato a 140 adolescenti nel 2° Incontro Unitario (Iau) che ha visto, dal 25 al 27 aprile, riunire a Bosco Chiesanuova (Vr), realta' di Ventimiglia, Cagliari, Roma, Fiumicino e Verona, della congregazionedei Figli di S.Maria Immacolata.

Ben 45 tra sacerdoti, educatori e chierici hanno guidato i ragazzi a ''seminare, credere, seguire'' attraverso la Parola di Gesu', il Maestro: la parabola del Seminatore e' stata al centro dell'esperienza, intensa per tutti, vissuta tra due catechesi (proposte da Don Davide Fadini), preghiera, condivisione, laboratori creativi (message, celebrate, party e goodbye) e momenti di festa. Un invito provocatorio ma bello, dicevamo, a ''spacciare'' la parola di Gesu' tra gli amici, a scuola, in famiglia, al ''muretto'', in comitiva: senza paura. Una parola da vivere senza sconti, quella che ''spacca'', che e' tagliente, ti mostra come realmente sei, che ti manda anche in crisi, ma che sorprende, che scava dentro di te, che e' specchio interiore delle virtù e dei peccati, per testimoniarla con gioia agli altri, nel piccolo ma anche con sfide grandi, coraggiose.
Il seme e' la parola, la fede, l'amore. Che forza può avere questo seme!!! Attraverso di esso possiamo essere capaci, in questo mondo che va in picchiata, a tutta velocità , tra violenza, relativismo, indifferenza e bullismo, e che non si ferma ad Ascoltare …. di essere terreno fertile (nella consapevolezza però che spesso dobbiamo abbandonare i terreni spinosi, rocciosi, di cemento che caratterizzano la nostra vita) così da poter vivere il Vangelo OGGI !!, senza rimandare a domani.
Quella Parola parla a me oggi, per quello che sto vivendo, per le Persone che incontro. Per questo ha un senso cercare Dio, essere affamati ed innamorati del Signore, ed urlare: ''La Parola is now!!'''..,, per poi fare Festa con Gesù…e gridare a tutti: 'No Jesus..No Party!! ''.

Ed allosa sara' una Rivoluzione dell'amore, una presa d'impegno, per dire ''Io ci sono: nelle situazioni concrete della mia vita. IO CI SONO per le persone e per i volti che incontro ogni giorno e che passano, a volte senza nemmeno che me ne accorga, nella mia vita; l’impegno per il
prossimo non può essere generico: Gesù ci chiama ad amare senza condizioni, abbinando nome e cognome, persone concrete, proprio quando sono soffocato da spine, sassi, cemento, pesi che soffocano.

È troppo facile e troppo comodo affermare genericamente di amare tutti, rischiando così di non saper amare veramente nessuno. L'esperienza dello Iau sia un investimento fruttuoso per le nostre realtà di congregazione, per i ragazzi, per tutti gli educatori, per il futuro del Movimento Giovanile. Così che quel ''Jesus you are my life'', scritto sul fazzolettone consegnato ai ragazzi nel Mandato, sia per tutti stimolo ad essere Annunciatori coraggiosi del Vangelo!!
Un grazie di cuore a tutto lo staff e alla comunità veronese, a tutti gli animatori e sacerdoti, ai cuochi.

Dario

Buon compleanno p. Enrico!  

Non è consuetudine inserire auguri di compleanno su questo sito, ma per una volta faremo eccezione. Un augurio di cuore a p. Enrico Spano, responsabile del Movimento Giovanile, che oggi compie 40 anni!!!

Vicini a p. Mario  

Il Movimento Giovanile è vicino a p. Mario Roncella per la perdita della cara mamma. Uniamoci nella preghiera.

Vieni e seguimi, tvb  

Qualche giorno fa un mio amico sacerdote mi ha portato in una casa abitata da una piccola comunità composta da tre ragazze: un’insegnante di lettere, un architetto ed un medico, vergini consacrate di età fra i 22 e i 30 anni, occhi luminosi, sorriso accogliente, vestiti sobri ma eleganti.
L’appartamento aveva un arredamento essenziale, carino; la cappellina semplice e curata ospitava l’Eucaristia, ben evidente.
La responsabile della casa mi ha detto che avevano altre comunità gemelle in Italia ed in Perù. Parlando con il mio confratello e con una di loro, ho capito che la comunità si era costruita grazie all’iniziativa di una delle tre che aveva “chiamato” le altre a questo tipo di vita. In effetti nella storia della Chiesa è sempre accaduto così: nel Vangelo si legge che Gesù chiamò Andrea e Filippo e che furono loro a chiamare Simone e Natanaele.
E’ vero che “non siamo noi che abbiamo scelto Lui, ma è Lui che ha scelto noi”, ma oggi che Gesù è in cielo, non possiamo certamente aspettarci che sia lui a chiamare, né con una telefonata, un’apparizione o un sms tipo : “vieni e seguimi: tvb” .
E’ compito dei consacrati dire “vieni e vedi, seguiamo insieme il Signore”.
Penso che uno dei molteplici motivi per cui esiste, almeno nel mondo occidentale, una certa carenza di vocazioni alla vita consacrata sia il silenzio di noi preti e consacrati.
Talvolta siamo paurosi e silenziosi, altre volte troppo precipitosi, buttiamo lì proposte vocazionali azzardate senza conoscere adeguatamente le persone.
Se questo discorso è vero, almeno un poco, per la vita consacrata, credo che lo sia anche per le vocazioni al matrimonio.
Ritengo che sia compito di tutte le persone che hanno trovato l’amore aiutare i propri amici ad incontrare altre persone che sono in ricerca, senza essere né paurosi né precipitosi. Chiamare ed accompagnare gli amici verso nuove amicizie, sostenerli con la preghiera perché scoprano la propria strada è uno stupendo gesto di carità.
Prima di Pasqua una giovane, durante una confessione, si è accusata di non saper pregare e mi ha chiesto :“mi insegni a pregare?”. E’ la più bella domanda che si possa fare ad un prete: non la dimenticherò mai; attraverso di lei il Signore mi ha richiamato alla mia più vera vocazione.
Vieni con me ad un ritiro spirituale? Mi accompagni a un convegno? Mi aiuti a portare un malato a messa? Mi dai una mano ad organizzare una gita per i ragazzini della parrocchia? Chiamare un amico, al posto di Gesù è un gesto che possiamo fare tutti e può cambiare la vita di una persona e farla felice. Vinciamo la vergogna e la paura pensando al bene altrui: l’unico modo per essere davvero felici è rendere felici gli altri.

Don Nicolò Anselmi

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