Mons. Giulietti: educare ad una missionarietà quotidiana  

“Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”: è il tema della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù sul quale Benedetto XVI ha incentrato il suo messaggio ai giovani del mondo a cui Benedetto XVI chiede di farsi missionari tra i loro coetanei e di non risparmiare tempo ed energie per servire il Vangelo. “Il Papa – ha spiegato mons. Paolo Giulietti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei ai microfoni della Radio Vaticana - sottolinea che l’esistenza cristiana è radicata nell’esperienza dello Spirito, cioè che il cristiano è essenzialmente uno che vive dello Spirito e della forza dello Spirito. Se non si comprende che il cristiano vive nello Spirito, nella forza dello Spirito, è difficile capire tante cose anche della vita cristiana e anche la missionarietà. Il Papa, in pratica, riporta alle radici dell’esperienza cristiana e della Chiesa cristiana”.
Nel Messaggio reso noto il 21 luglio, ha sottolineato mons. Giulietti, “c’è un passaggio molto interessante, cioè quando il Papa parla della fatica degli adulti ad educare e la legge come uno stimolo per i giovani. Direi che il modo migliore per preparare i giovani ad assumere questa prospettiva della missione è quella di dire loro: ‘Guardate che i giovani sono una risorsa importante per l’evangelizzazione, per la missione verso i propri coetanei ma anche verso gli adulti’. Penso che questa coscienza di sé possa davvero aiutare i giovani a lasciarsi coinvolgere, a mettere a disposizione la ricchezza della giovinezza in questa missione ecclesiale”.
In vista del grande appuntamento di Loreto e con l’avvicinarsi della Giornata Mondiale della Gioventù, ha detto Giulietti, “cercheremo di educare ad una missionarietà feriale e quotidiana, a far capire che l’esistenza cristiana, nel suo dipanarsi, nei momenti di studio, di lavoro, nel tempo libero, è sostanzialmente missionaria. Dunque, ogni credente deve sentirsi missionario”.

Mons. Paolo Giulietti, responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI

PRO MEMORIA Movimento Giovanile  

1) INCONTRO DEI GIOVANI A LORETO COL PAPA , 29 agosto-2 sett
puoi ancora iscriveri sul sito www.loreto07.it o direttamente a Loreto presso gli info poin

2) ORA ET LABORA, dal 20 al 26 agosto
ritiro vocazionale maschile a Poiano (Vr)

3) CONCORSO "SCRIVI E CANTA L'INNO DEL MOVIMENTO GIOVANILE"
prova a partecipare anche tu! Il termine per la presentazione è il 1 novembre!

I pazzi di Dio con tappa in quel di Loreto  

Nell'ultimo viaggio fatto in una diocesi d'Italia, Trani, mi sono imbattuto nel patrono di quella Chiesa e della sua splendida cattedrale: san Nicola Pellegrino, un giovane vissuto nell'XI secolo e morto all'età di soli 18 anni. Proveniente dalla greca Stiro, arrivò nelle terre di Puglia facendosi conoscere come banditore della misericordia divina. Tale era la sua passione che veniva additato come il "pazzo di Dio". Le notizie che di lui si hanno lo rendono una figura straordinariamente vicina alla nostra sensibilità. Tanto da apparire come un campione di quel popolo cresciuto con le Giornate mondiali della gioventù. Pazzo di Dio, Nicola lo era per la decisione presto assunta di mettersi alla sequela di Gesù con la libertà che i giovani pretendono rispetto all'ambiente circostante. "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso… Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà" (Lc 9, 23-24). Non a caso è questo il versetto evangelico che sagoma la sua testimonianza. La quale, per una singolare associazione di idee, vediamo riproporsi per questi prossimi mesi come una compagnia preziosa per i giovani che si mettono in strada alla volta di Loreto, nelle Marche, per il grande incontro in programma con papa Benedetto. Oggi come ad EurHope 1995, quando attorno a Giovanni Paolo II si riunirono i giovani di tutta Europa, collegati in eurovisione con i coetanei del continente, dalla Francia alla Lituania, dall'Irlanda alla Serbia. Erano gli anni in cui si affermava prepotentemente il "movimento" wojtyliano dei giovani, circa il quale le cose che oggi si dicono sono tante, ma alcune acquisizioni sono indubitabili. È grazie all'esperienza delle Gmg infatti che si superò ad esempio quella certa qual allergia che la generazione precedente (il '68 ricorda nulla?) nutriva verso la figura tipica della Chiesa cattolica. La dimensione locale era - pur a fatica - accettata, ma il Papa che c'entra? In che senso ha a che fare con la nostra fede? E questa non è forse più libera ed efficace senza sovrastrutture paludate e superflue? Nessuno può negare oggi questi e altri antichi dilemmi, che senza tante teorizzazioni le Gmg hanno aiutato a bypassare sul piano dell'esperienza, per i giovani decisiva. Il Papa è il primo dei credenti e la sua presenza è necessaria, anzi «interna» alla fede di ciascuno. Non solo. I giovani hanno capito che tra loro e il successore di Pietro c'è un asse congeniale a servizio del ben-essere del mondo, e dunque per il futuro dell'umanità. Iscrivendo con ciò nella psicologia giovanile che la fede o è anche pubblica o non è. Gli intimismi potevano affascinare in altre stagioni, in questa sono prevalsi invece il valore del pellegrinaggio, la forza dell'incontro, la gioia della compromissione reciproca. Che certo ha bisogno di essere alimentata e sostenuta nell'esperienza quotidiana della vita e della fede. Ma questo è un altro ordine di problemi.
Sarà bene allora non perdere di vista queste conquiste, in vista dell'appuntamento dei primi due giorni di settembre. Sarà bene ricordare che non si tratta di un evento episodico, ma come le Gmg anche Loreto si inserisce in un cammino più ampio, chiamato l'Agorà dei giovani italiani. Tragitto che potrà perfezionarsi alla luce dell'esperienza, ma che intanto va dalle diocesi assunto e promosso in vista della tappa lauretana e in funzione di un progetto sempre più coinvolgente perché effettivamente realistico. E allora bisognerà pur dire che una delle intuizioni del Papa, che i giovani hanno dimostrato di apprezzare, è appunto l'idea di un progetto. Nessuno oggi propone ai giovani qualcosa di articolato, che miri in alto, riguardi non solo il presente ma anche il futuro, parlando al cuore, all'anima e alla mente nello stesso tempo. Oggi invece chi di solito si rivolge ai giovani cerca di vender loro qualcosa, di omogeneizzarli nei riti di qualche moda inevitabilmente passeggera. Le Gmg, e l'appuntamento di Loreto, parlano un linguaggio del tutto diverso: non l'alfabeto del consumo, ma della libertà e della responsabilità. Prendono i giovani sul serio. Parlano di una fede che è sfida quanto meno triplice: la sfida lanciata da Dio ai giovani, la sfida che i giovani lanciano a se stessi, la sfida che i giovani lanciano ai coetanei e al mondo intero. Quando tornano nelle loro diocesi e parrocchie da esperienze come queste, i giovani solitamente sprizzano energia da tutti i pori. Sono una risorsa enorme che sarebbe colpevole lasciar esaurire; hanno dentro un fuoco che nessun educatore può permettersi di lasciar spegnere. Tutti quanti "pazzi di Dio"? Un poco sì. Di quella sana follia che fa scegliere di stare al mondo con un senso e una direzione.

Dino Boffo, direttore Avvenire (articolo pubblicato su Avvenire dell’8 luglio)

Presidente CSI: “bisogna promuovere sport in oratori e parrocchie”  

Dopo il grande successo della 'Clericus Cup', con sacerdoti e seminaristi di tutto il mondo nei panni dei calciatori, il Csi si appresta a vivere la fase nazionale dell'Oratorio Cup (dal 29 al 31 agosto a S.Benedetto e ad Ascoli Piceno), ultima invenzione del centro sportivo italiano per riportare e promuovere la pratica sportiva nelle parrocchie e negli oratori. La nuova iniziativa voluta fortemente del presidente, Edio Costantini, ha mosso i suoi primi passi all'inizio del mese di maggio con lo svolgimento delle fasi diocesane, da Torino a Milano (con due testimonial d'eccezione, Julio Cesar e Andreolli dell'Inter), da Roma a Napoli, che si concluderanno il prossimo 30 luglio. Numeri da grandi eventi per un progetto che ha raccolto l'adesione di oltre 70 mila atleti (da 14 a 21 anni), in diverse discipline sportive (calcio a 11, calcetto, pallavolo, tennistavolo e calcio balilla). "Il nostro scopo - ha spiegato Costantini - non è quello di formare dei campioni, ma bensì di riportare lo sport come strumento educativo nelle parrocchie e negli oratori. Finalmente anche la chiesa ha capito il valore positivo della competizione, vista sempre come uno strumento negativo per i giovani, necessaria non solo per comprendere il valore della vittoria, ma anche per imparare ad accettare la sconfitta". Il successo di questa competizione a livello provinciale è stato straordinario come testimoniano le decine di migliaia di partecipanti, ed è stato possibile grazie anche alla visibilità mediatica ottenuta dalla 'Clericus Cup': "In anni difficili per il nostro calcio - ha aggiunto il presidente del Csi - è fondamentale ritrovare nello sport quel veicolo necessario ai giovani come esperienza di vita. Uno strumento che, non solo dal punto di vista dell'attività fisica, ma anche da quello formativo, deve riprendere a fare la sua parte". Catechesi e sport a braccetto dunque, per provare a dare ai giovani degli insegnamenti utili nella loro crescita.

ORA ET LABORA: incontro vocazionale, 20-26 agosto, Poiano  

Caro giovane, sto parlando a te!

Hai mai pensato a cosa Cristo vuole dalla tua vita? Questa è la tua occasione!
La Congregazione f.s.m.i. ti invita all’ Ora et Labora, ad un incontro personale con Cristo, dal 20 al 26 agosto a Poiano (Verona).
Sarai accompagnato, in questi giorni, da giovani e carismatici sacerdoti e seminaristi che ti aiuteranno ad ascoltare quello che Cristo sta cercando di dirti.
Quindi, perché non partecipare…?

Per qualsiasi informazione:
p. Enrico Spano, 3405426161 0665010792 chicchineddu@yahoo.it

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