Fidanzati siate casti e ragazzi e ragazze confessatevi spesso. Sono alcune delle esortazioni del Papa ai giovani, durante la messa penitenziale di preparazione alla Pasqua, organizzata dalla diocesi di Roma, con la partecipazione di moltissimi studenti: non sono entrati tutti nella basilica di San Pietro e una parte di loro ha seguito la cerimonia nell'aula Paolo VI in Vaticano, dove comunque Benedetto XVI è passato per un breve
saluto: "siete davvero tanti - ha detto loro - la basilica di San
Pietro non è capace di contenervi tutti" e li ha lodati per il
"sacrificio" fatto stando lontano dagli amici in basilica.
In San Pietro, dove c'erano alcune migliaia di persone, il Papa ha
anche confessato personalmente alcune ragazze e ragazzi. "Giovani fidanzati, vivete il fidanzamento dell'amore vero, che comporta sempre il reciproco rispetto, casto e responsabile" ha detto Benedetto XVI nella omelia rivolta ai ragazzi, raccomandando anche di
confessarsi spesso, per "sperimentare la misericordia di
Dio" godere della "pace e serenità della coscienza e della
consolazione dello spirito". Ha anche riproposto la riflessione
della Chiesa sulla umanità che "sedotta dalle menzogne del
Maligno, si è chiusa all'amore di Dio, nell'illusione di una
impossibile autosufficienza", mentre "nel sacrificio della
croce Dio continua a riproporre il suo amore". E ai ragazzi ha
riassunto l'idea cristiana del peccato, della redenzione, della
lotta contro il male. Ha anche ricordato il "bisogno di una
rinnovata capacità di amare" nel mondo e invitato a una
"testimonianza cristiana in tutti gli ambiti della societa".
In sintonia con la preoccupazione del Papa per la castità dei
fidanzati cristiani sono suonate anche alcune preghiere recitate dai ragazzi, tra le quali una che chiedeva il sostegno divino per
"non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a
evitare deviazioni e stravaganze" e una contro i "peccati di
lussuria, che ci fanno schiavi del sesso" e contro "il
disordine morale che mette a rischio persone, famiglie e
società". Altre preghiere hanno riguardato vari vizi, tra cui
"la noia", "il vittimismo e la lagnanza", l'avarizia di chi lavora di domenica, la disonestà, la superbia,
l' invidia spacciata per "sana competitività". Anche
Benedetto XVI, vestita la stola viola, è entrato in uno dei
confessionali di San Pietro e come un semplice parroco ha confessato alcuni ragazzi e ragazze.
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