PAPA DA’ APPUNTAMENTO AI GIOVANI PER LORETO 2007  

Un appuntamento a Loreto per l'1 e il 2 settembre 2007.

E' quello che ha dato Benedetto XVI per il grande incontro dei giovani italiani in programma l'anno prossimo nella città del santuario mariano. Il Papa ne ha parlato salutando, al termine dell'Angelus, i giovani delegati delle Regioni italiane riuniti in questi giorni a Roma per l'attuazione del progetto triennale della Chiesa italiana denominato "Agorà dei giovani".

 "Cari amici - ha detto il Pontefice -, benedico il vostro cammino e vi attendo numerosi al grande incontro dei giovani italiani in programma per l'1 e 2 settembre 2007 a Loreto. Presso quell'amato Santuario mariano vivremo insieme un momento di grazia, nella gioia della fede e nella prospettiva della missione, anche in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney nel 2008".

Volontario alla GMG - Sydney 2008  

Mancano 628 giorni alla Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney. Se stai pensando di parteciparvi da VOLONTARIO, vai a questo link:

http://www.wyd2008.org/index.php/it/the_wyd08_team/volunteer_registration

ESERCIZI SPIRITUALI, VERONA 23-26 NOVEMBRE  

 


Il "Nuovo" di Gesù Cristo nella mia vita"

e nel mondo giovanile che mi circonda

   Uscire dai propri egoismi per una oblatività dell'amore nuovo

La lavanda dei piedi (Gv 13,1-20)

Approfondimenti e proposte carismatiche

"Le amicizie spirituali e la correzione fraterna nell'ascesi frassinettiana"

Rifletteremo sul "Nuovo" di Gesù: cosa significa la novità di Gesù nella nostra vita e in particolare il "Comandamento nuovo" dell'amore di Gesù Cristo in noi come chiamata alla conversione (lasciarsi lavare i piedi) e al servizio reciproco.

  • presa di consapevolezza dei propri egoismi
  • apertura docile all'opera salvifica di Gesù
  • chiamata alla sequela nella novità di vita

Approfondiremo, inoltre, alcune proposte pastorali e ascetiche del nostro Fondatore, il Venerabile Giuseppe Frassinetti, relative all'accompagnamento nell'itinerario ascetico individuale in rapporto con il vivere in comunità.

Quest'anno gli esercizi spirituali si svolgeranno a Tracchi (Vr). Il costo sarà di 70 euro e le adesioni dovranno pervenire entro il 7 novembre.

 

 

“UN VERO MESSAGGIO DI SPERANZA”  

“Un vero messaggio di speranza”. Sintetizza, così, mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, il suo pensiero sul discorso che Benedetto XVI ha tenuto questa mattina al IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona. “Credo che questo rapporto tra fede e amore, tra Amore di Dio e amore per i più deboli – aggiunge mons. Paglia – racchiuda la forza di questo messaggio”. “Ai poveri – dice mons. Luigi Conti, arcivescovo di Fermo – va annunciato non solo il Vangelo della carità, ma anche la carità del Vangelo, per entrare in maniera convincente anche nell’ambito politico, inteso in senso alto, come specchio in cui riflettere le vere esigenze dei più poveri”. Benedetto XVI, osserva mons. Antonio Lanfranchi,vescovo di Cesena-Sarsina, “ha riportato con forza l’uomo al centro, perché nel contesto odierno la visione sull’uomo rischiava di scivolare verso un biocentrismo che portava a livellare l’uomo e a definirlo a partire dal basso, da ciò che lo collega e lo unisce a tutte le altre creature”. “Mi ha colpito in particolare un passaggio – dichiara mons. Gervasio Gestori, vescovo di San Benedetto del Tronto -: la fede è amica della ragione, una ragione ampia che sa trascendere i limiti dell’orizzonte di questo mondo e che chiama il cuore ad operare per il bene di tutti”.

MESSA DEL PAPA: “NESSUNA FORZA AVVERSA POTRÀ MAI DISTRUGGERE LA CHIESA”  

“La certezza che Cristo è risorto ci assicura che nessuna forza avversa potrà mai distruggere la Chiesa”, perché “soltanto Cristo può pienamente soddisfare le attese profonde del cuore umano e rispondere agli interrogativi più inquietanti sul dolore, l’ingiustizia e il male, sulla morte e l’aldilà”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia della Messa allo Stadio Bentegodi di Verona, in occasione del 4° Convegno ecclesiale nazionale, ha affermato: “La nostra fede è fondata, ma occorre che questa fede diventi vita in ciascuno di noi”. Di qui la necessità di “un vasto e capillare sforzo da compiere perché ogni cristiano si trasformi in testimone capace e pronto ad assumere l’impegno di rendere conto a tutti e sempre della speranza che lo anima”, come recita la Prima Lettera di Pietro. Secondo Benedetto XVI, “occorre tornare ad annunciare con vigore e gioia l’evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del cristianesimo, fulcro portante della nostra fede, leva potente delle nostre certezze, vento impetuoso che spazza ogni paura e indecisione, ogni dubbio e calcolo umano”. “Solo da Dio – ha concluso il Santo Padre - può venire il cambiamento decisivo del mondo”.

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