“Non conformiamoci alla mentalità di questo tempo”

Dopo un’intera settimana di pioggia, il Signore ci ha donato una bella giornata di sole, che già dal mattino risplendeva su piazza S.Pietro.
La piazza si è gremita a poco a poco tra danze e canti, che risuonavano dentro e fuori il colonnato, con i 40000 giovani del cammino neocatecumenale pervenuti a Roma da tutta Italia. All’apparire del Papa, tutti noi giovani siamo esplosi con manifestazioni d’affetto nei suoi confronti per ricompensare il grande amore che da sempre dimostra verso di noi. L’inizio dell’Angelus ha fatto calare il silenzio; e dove finora risuonavano 40000 voci ora se ne udiva una sola. Nel suo discorso il pontefice ci ha rinnovato l’invito ad essere santi, approfittando di questo “Kairos” (tempo favorevole) che è la quaresima. Al termine dell’Angelus il Santo Padre ci ha consegnato una “Traditio”, vale a dire portare ai nostri coetanei questo stesso invito, d’essere testimoni attivi del Vangelo qualunque sia la nostra posizione sociale.
Per noi è stata una provocazione, che ci ha fatto riflettere su come stiamo vivendo la nostra fede, se davvero la gente che ci circonda vede in noi qualcosa di diverso, se vede che apparteniamo a Cristo che è la novità o se ci stiamo adeguando al pensiero corrente. Finito l’Angelus sembrava che fosse ritornato in noi e nel Papa, quel clima di gioia nella fede che ha caratterizzato la GMG 2000 e che speriamo accompagni quella di Toronto. Questo clima lo abbiamo continuato a vivere durante il trasferimento al Circo Massimo dove avrebbe avuto luogo l’incontro con i fondatori del cammino neocatecumenale presieduto dal vicario di Roma.
Dopo la tradizionale “presentazione” di tutte le regioni, l’incontro è iniziato con la lettura del messaggio del Papa incentrato sul testo di Matteo “Voi siete il sale della terra…voi siete la luce del mondo” (Mt. 5,13-14). Un discorso molto forte, nel quale il pontefice ha ribadito la sua scommessa sui giovani, ci ha chiesto di non accontentarci dei bassi ideali che il mondo ci propina, facendoci sembrare sciocchi quelli veri.
Così il simbolo del sale diventa importante perché dobbiamo far agire questa grazia battesimale, che ha la forza di farci vivere in Cristo e rispondere alla sua chiamata. Siamo tutti invitati ad essere punti di riferimento per gli altri, conservando la fede senza disperdere il sapore di essa, infatti, la fede deve essere per noi una decisione personale che impegna tutta l’esistenza. Questo è fondamentale perché la Scrittura continua dicendo che il sale ha perso il suo sapore, è buono solo per essere gettato a terra e calpestato. Altro simbolo è la luce che viene da Dio, il nostro compito è quello di rifletterla come uno specchio, per illuminare le tenebre degli ambienti in cui viviamo, di questa società.
A tal proposito, Kiko nel pomeriggio ha proclamato una lettura dalla lettera agli Efesini (capitoli 3,4,5,6). Molti sono i messaggi contenuti in essa ma quello che più ci ha colpito rileva che stiamo vivendo un periodo importante nel quale qualcosa si sta muovendo, dove occorre essere svegli affinché il mondo conosca Cristo con le nostre testimonianze nei luoghi di lavoro e di studio “Comportatevi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto”. Tutto questo è possibile se cominciamo a crescere nella carità e a renderci conto che siamo membra vive della Chiesa questo corpo che ha come capo Cristo. Invitiamo tutti a leggere questa lettera agli Efesini perché costituisce un vero appello alla conversione, un invito a lasciarsi invadere dello Spirito Santo e “deporre” l’uomo vecchio sforzandoci di cominciare a vivere da cristiani. Importante punto di riflessione è stato per noi, ed oggetto di catechesi, il passaggio della lettera che dice: “Quanto alla fornicazione e ogni sorta d’impurità o cupidigia neppure se parli tra voi […] nessun fornicatore o impuro o avaro avrà parte al regno di Cristo” (Ef. 5,3-5). Se vogliamo essere giusti dobbiamo essere casti. Sappiamo quanto è “caro” per noi giovani il concetto di castità, soprattutto nel fidanzamento, in questo momento che il sesso è pubblicizzato dovunque, e dove tutto è permesso. Ecco perciò la novità di Cristo di saper andare controcorrente, di non conformarsi alla mentalità del mondo, il vivere la castità piuttosto che la menzogna, infatti, due fidanzati che hanno rapporti, nell’intimo vivono da sposati ma agli occhi della comunità non lo sono! Il fidanzamento non è solo un tempo per conoscersi, per vedere se si sta bene insieme, è il tempo per vedere se quel ragazzo o quella ragazza è quello che Dio ha pensato per te, per far sì che un giorno formiate una famiglia cristiana.
Non ci resta che chiedere allo Spirito Santo la forza affinché tutto questo si realizzi nella nostra vita, se davvero lo vogliamo e capiamo che dalla nostra conversione dipende quella di molte persone.

Gelsomina e Stefano