IGU Verona 2001
Domenica, Mag 13 2001 Eventi 16:49
IL MANIFESTO
Ciò che noi giovani abbiamo vissuto, ascoltato, visto e incontrato lo annunziamo anche a voi perché voi siate in comunione con noi e crediate che la Parola si è fatta vita, la nostra vita.
Incontrammo un uomo sgarrupato, sganiu, copà, consadissimo, pagod na pagod, abbacciocöu e lo vedemmo attraversare una selva,
affrontare la palude dell’ipocrisia,
perdersi fra i salici della rassegnazione,
ammirare la sequoia dell’utopia,
piangere sul cipresso della nostalgia,
guadare il torrente della fuga,
emergere dalle sabbie mobili della paura,
inoltrarsi nella grotta della scontentezza e
orientarsi nel buio dell’indifferenza
armato solo della luce della carità e dell’entusiasmo
di veri incontri per poi ritrovarsi su una strada e accorgersi di non essere solo e di camminare in un unico Corpo accompagnato da Maria e consolidato dallo Spirito Santo.
Raggiungere la luce del volto fonte dove si rispecchia ogni Uomo nuovo.
Verona 2001 tappa del cammino di fede di 160 giovani e del Movimento Giovanile, al suo 16° anno di vita.
Sull’esempio di Maria, prima testimone della fede che corre incontro a Elisabetta, hanno ricevuto l’invito a percorrere un Viaggio dell’Amore, un cammino di liberta’ che porti a testimoniare con gioia, a testa alta, il proprio impegno cristiano : ma mai da soli, non a meta’ servizio, non per autosoddisfazione ma riscoprendo, discepoli, il senso della comunita’, l’essere Chiesa, Chiesa Giovane. Nella vera liberta’, superando i condizionamenti, i compromessi, verso orizzonti piu’ ampi.
Quante immagini, dal 28 aprile al 1 maggio 2001, hanno colorato il 7° Incontro giovanile Unitario animato con calore, entusiasmo, servizio, dalla comunita’ dei sacerdoti, dei giovani, delle famiglie di S.Maria Ausiliatrice, con il supporto di Poiano. (”Mettete fuoco in tutto il mondo” il tema, ideale anello di congiunzione con l’invito gridato ai giovani dal Papa a Tor Vergata. Tornando a casa, ognuno ora puo’ tener ben vivo il fuoco del proprio lumino, il segno personale che ha accompagnato i 4 giorni dell’incontro, con il quale illuminare la ricerca di Gesu’ e condividerla con tanti altri.
“Una ricerca - ci ha detto P. Gregoire, che ha animato le catechesi entrando da subito con semplicita’ e con un linguaggio schietto, diretto, nei cuori e nelle menti di ognuno (non disdegnando un simpatico coinvolgimento nei momenti di festa) - che costa sacrifici, rinunce, sofferenze, zavorre”. “Ma lo Spirito Santo - ha aggiunto - soffia sui giovani, che possono vivere la fede come una novita’ continua, con fantasia, creativita’, e comunicare gioia e speranza. Perche’ la fede non si dimostra, la si vive, la si verifica, la si trasmette, dando la vita per gli altri. Cristo ci chiama alla risurrezione: c’e’ sempre la speranza che il domani sia piu’ bello dell’oggi”.
Il Signore entra nella nostra vita in modo strano, a volte sconvolgente , cosi’ come e’ stato per Maria: ha un progetto per noi ma sta a noi dare la giusta lettura degli eventi, delle occasionalita’ (”…… Egli ha cambiato - cantavamo nel bosco salendo verso il santuario - il mio pianto e la mia tristezza in danza. Proclamero’ e cantero’ la Sua gioia in me……). Nulla si compie senza il nosdtro consenso, non siamo predestinati ma chiamati alla ricerca della Verita’. Ma, attenzione, a volte rischiamo di non accorgerci del suo passaggio e le occasioni perdute non tornano piu’. Dinanzi alle difficolta’, alle divisioni, ai muri ci invita ad essere noi stessi, a non accettare passivamente le avversita’ ma a capirle: alimentiamoci con il Vangelo, la Parola di Dio: la nostra benzina, il nostro investimento, il prontuario che ci aiuta in tempi di crisi. Di frequente la trattiamo male, con sufficienza, non ne facciamo il centro della nostra vita cristiana. Ci sosterra’ invece a metterci in una prospettiva di carita’, totale
Cristo rispetta il ritmo della nostra coscienza: ci invita ad una progressione costante, ad affrontare bene un impegno per volta, ad andare all’essenziale di ogni giorno, rispettando l’altro. Non tutti infatti hanno gli stessi tempi.
L’entusiasmo di tali giorni, e’ l’augurio, puo’ compiere in noi un salto di qualita’: la gioia, che si differenzia con l’entusiasmo perche’ si basa su valori forti. Rimarra’ scritto. Grazie ad un manifesto che sara’ diffuso: “Danzando insieme la gioia”.
Di questi giorni veronesi ricorderemo tanti momenti forti, di riflessione, di fraternita’, di aggregazione: le tre catechesi (Lo stupore dell’inaudito, il viaggio dell’amore, l’ascesi della carita’) di P. Gregoire, il pellegrinaggio-scalata e la liturgia penitenziale al santuario della Madonna della Corona, le condivisioni e i lavori di gruppo, i volti, le parole, le oltre 100 luci nel buio di una preghiera corale, i Nomi, le animazioni, le lacrime, i sorrisi, una parola amica, chi abbiamo incontrato, chi non volevamo assolutamente incontrare. C’e’ chi e’ non venuto, mancando un’occasione; sappiamo che c’era chi voleva venire, e non ha potuto. Nel cuore era vicino a noi, noi a loro.
Eravamo giovani e padri di Roma Giustiniana (benvenuti nella famiglia del Mg), Oristano, Cagliari La Palma, Cagliari S.Bartolomeo, Roma Montespaccato, Genova, Siena, Cile, Argentina, Messico, Filippine, Comunita’ Figlie di Maria, Fiumicino-Isola Sacra: Stella Maris, Divina Provvidenza, S.Paola, S.Maria Porto della Salute, Comunita’ di Porto, gli amici di Verona ai quali va un infinito Grazie .
Nuovi canti risuonano, “Dalla tristezza alla danza”, “Il viaggio dell’amore”, “La festa sta per cominciar”. E poi “Mani” (”………che si stringono forte - cantavamo una sera nella penombra - in un cerchio di sguardi che si incrociano come un abbraccio stretto, per sentire che la Chiesa vive, che vive dentro a noi, insieme a noi….. e annunciare a tutti che Dio ci ama……)”.
E poi c’era anche “Per nome”. Per nome il Signore chiama ognuno di noi. Rispondiamogli con un si. Come il primo Si di Maria. Lungo fino al nostro prossimo incontro.